Storia

Storia di Sulbiate

Il comune di Sulbiate, costituito dalle antiche comunità di Sulbiate Inferiore, SuIbiate Superiore, Brentana e dalle cascine Cà e Cazzullo, è ubicato a 28 chilometri a nord-est del capoluogo lombardo. Il toponimo compare per la prima volta in un documento dell'anno 998 nella forma "Sebeate", dal XIII secolo in poi viene citato come "Subiate" e infine, a partire dal XVI secolo, come Sulbiate. Esso parrebbe derivare dal nome proprio latino "Salvius" o "Sulvius", con l'aggiunta del suffisso celtico "-ate": l'etimologia ipotizzerebbe dunque l'origine romana dell'antico villaggio. A quell'epoca risalgono i massicci muri di un caseggiato con annessa torre colombera, situato nei pressi della chiesa parrocchiale, esiste inoltre, addossato ad un muro del cortile di palazzo Baraggia, un sarcofago d'epoca romana, risalente al III secolo d.C.

Della parrocchiale, intitolata a S. Antonino Martire, troviamo menzione in un documento del XII secolo, anche se le sue origini sono più antiche; assurta a dignità parrocchiale nel XVI secolo per volere del Cardinale Arcivescovo Carlo Borromeo, venne ricostruita nel 1783 ed ampliata nel 1933.

Di un antico monastero di benedettine risalente all'XI secolo rimane la chiesina di S. Ambrogio, con una pregevole abside romanica in pietra ed un campaniletto in laterizi del XIV-XV secolo, la facciata è invece frutto di un mediocre restauro del 1940. Degni di nota, all'interno, sono gli affreschi, datati tra il XIII ed il XV secolo.

Poco distante si erge il castello, edificato alla metà del XV secolo dal ricco Paolo Lampugnani, mercante d'oro e d'argento milanese, del quale è visibile lo stemma marmoreo nel primo cortiletto interno. Nel XVI secolo il fortilizio passava, attraverso un matrimonio, alla nobile famiglia milanese degli Arcimboldi. Nel 1727, con la morte del marchese Guidantonio, il casato si estingueva e il castello veniva ereditato dal luogo pio "Stelline" di Milano. Nel secolo scorso fu acquistato dai Rocchi e nel 1905 dai Cremonesi, proprietari attuali.

Di antica origine è la chiesina di S. Pietro Apostolo, poiché ad essa si accenna nel "Liber Sanctorum Mediolani" del XIII secolo. Restaurata nella prima metà del '700 dalla famiglia Avignoni e poi completamente ricostruita nel 1932, secondo alcuni documenti sarebbe stata edificata per volere della famiglia Figini, grandi proprietari terrieri nel nostro comune nel XIV secolo.

A loro si deve anche la realizzazione dell'attuale Palazzo Baraggia, posto accanto alla menzionata chiesina, e risalente presumibilmente al XVI secolo; l'aspetto attuale dell'edificio è frutto di modifiche operate fra il XVIII ed il XIX secolo, operate dai Biffi, successi ai Figini ed estinti alla fine del '700.